Sony ha confermato che, a partire dal 2028, non produrrà più dischi fisici PlayStation, spostando l’intera offerta verso codici digitali confezionati in scatola.
Un nuovo modello di vendita: codici in una scatola
Durante la conference call degli utili di luglio 2026, il CFO Lin Tao ha spiegato che PlayStation introdurrà “codici in una scatola” come alternativa al tradizionale disco. Questa soluzione, già testata nel mercato nordamericano, consentirà ai rivenditori di mantenere una presenza sugli scaffali senza gestire supporti ottici.
Il modello prevede una confezione cartacea contenente un codice di attivazione, con sconti e promozioni analoghe a quelle offerte per i giochi fisici.
Reazioni della community e le proteste
La notizia ha scatenato una forte risposta sui social: la petizione “Don’t Kill the Disc” ha superato le 300 000 firme, mentre alcuni giocatori hanno organizzato un “PlayStation Blackout” per evidenziare il proprio dissenso.
Molti sottolineano il valore sentimentale dei dischi – collezionabili, oggetti tangibili e “backup” fisici – che rischiano di svanire con l’era digitale.
Impatto su rivenditori e concorrenza
Lin Tao ha rassicurato gli operatori di retail, affermando che la transizione sarà graduale e che i negozi potranno continuare a vendere i nuovi codici confezionati. GTA 6, ad esempio, arriverà nei negozi senza disco, ma con lo stesso formato di vendita.
Secondo Sony, l’abbandono dei dischi non indebolirà la competitività di PlayStation nei confronti dei PC, poiché la strategia digitale ridurrà costi di produzione e logistica.
Prospettive future
La decisione è stata definita “carefully weighed” dall’amministrazione, che ha evidenziato una pianificazione a lungo termine per consolidare l’ecosistema digitale di PlayStation.
Per ora, i “codici in una scatola” rappresentano il ponte tra i tradizionali scaffali dei negozi e un mercato totalmente digitale, segnando l’ultima fase del passaggio verso il futuro senza supporti fisici.




