Il lancio di Star Wars Zero Company su Steam ha conquistato una valutazione positiva del 79%, ma quasi l’intera squadra di sviluppo è stata rimossa dal libro paga subito prima della data di uscita.
Furlough di massa: il destino dei programmatori
Secondo un’inchiesta di Stephen Totilo per Game File, circa l’80 % dei professionisti che hanno lavorato al titolo è stato sospeso dal lavoro pochi giorni prima del debutto digitale. La fonte ha ricevuto conferma diretta da un rappresentante di Bit Reactor, lo studio responsabile del progetto.
Solo un piccolo gruppo di tecnici rimane in servizio per gestire eventuali problemi post‑lancio. I dipendenti licenziati, però, hanno espresso il proprio dissenso sui social: Zachariah Scott ha denunciato su LinkedIn la volontà di Bit Reactor di nascondere la situazione, mentre i dirigenti superiori continuavano a lodare pubblicamente il lavoro svolto.

Problemi di liquidità e contenzioso interno
Nel periodo precedente al lancio, Bit Reactor avrebbe esaurito le risorse finanziarie, lasciando il team senza stipendio. Non si conoscono ancora le cause esatte, ma la vicenda ricorda le recenti perdite di capitali di altri grandi publisher.
Un documento legale risalente al 2024 cita un accordo di finanziamento con EA del 2021, del valore di circa 50 milioni di dollari, destinato allo sviluppo di Star Wars Zero Company. Non è chiaro se tale cifra rappresenti il budget definitivo, ma sembrerebbe insufficiente rispetto alle esigenze del progetto.
Nel frattempo, una disputa giudiziaria sta divampando tra i co‑fondatori di Bit Reactor, Alison Kelly e Greg Foertsch. Kelly sostiene di essere stata esclusa gradualmente dalla proprietà dell’azienda e ha avviato una causa chiedendo più di 20 milioni di dollari in risarcimento. Il processo, originariamente previsto per giugno 2026, è stato rimandato al 2027.

Prospettive per il futuro del progetto e del team
Bit Reactor spera di riassumere i dipendenti in stato di furlough e di ripristinare i salari, ma la fiducia è limitata a causa del prossimo processo e della natura di nicchia del gioco, che potrebbe frenare le vendite.
Il cambiamento di proprietà di EA, avvenuto all’inizio dell’anno, aggiunge ulteriore incertezza al panorama finanziario. Tuttavia, la buona accoglienza di Star Wars Zero Company su Steam potrebbe offrire una base per eventuali recuperi economici, se il team riuscirà a superare le tensioni legali e a garantire un supporto post‑lancio continuo.

