Le Sprites Fortnite stanno generando un vero e proprio mercato clandestino: giocatori di tutto il mondo le comprano e le vendono su piattaforme reali a prezzi che superano di gran lunga il costo di una bottiglia di bevanda gassata.
Il boom dei prezzi sui collezionabili virtuali
Un post su X dell’utente Jorge_Most ha messo in luce annunci dove si scambiano Sprites rarissime per cifre sorprendenti. Tra le offerte, la Zero Point Sprite è stata segnalata a 12 USD, ovvero circa dieci volte il prezzo medio di una bottiglia di Sprite (2‑3 USD).
| Sprite | Prezzo indicato (USD) |
|---|---|
| Zero Point Sprite | 12 |
| Burnt Peanut Sprite | 8‑10 |
| Altre varianti rare | 5‑9 |
L’immagine qui sotto proviene direttamente dal post di Jorge_Most e mostra gli annunci del marketplace.
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Che cosa alimenta questa mania?
Epic Games interviene costantemente modificando i tassi di comparsa dei Sprites più rari, come la Burnt Peanut Sprite, e aggiungendo nuove creature ogni settimana. Il bottino serve, tra l’altro, a sbloccare vari look per la skin Guardian del Runners Battle Pass, incrementando l’interesse dei collezionisti.
Il grind necessario per ottenerli
Raccogliere tutti i Sprites in Fortnite Chapter 7 Season 3 è una sfida ardua: oltre a individuarli, occorre un Portable Extractor per estrarli, procedimento che può trasformarsi in un vero ostacolo.
Le opinioni della community
“Questo è quello che è diventato Fortnite. Da Battle Royale dinamico a qualcosa che ricorda Steal the Brainrot.” – giocatore anonimo
“Qual è il senso di pagare per un oggetto che può sparire nella prossima stagione? Chi spende così tanto è davvero matto?” – altro utente
Il dibattito è acceso: molti ritengono che investire denaro reale in collezioni che potrebbero perdere valore è un passo troppo azzardato.
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