Il 1666 Amsterdam Prologue offre una prima occhiata a una nuova avventura firmata dagli stessi autori della leggendaria trilogia di Ezio, lasciando chi l’ha provata più curioso che convinto.
Trame intrecciate tra tre epoche
Il demo sceglie di farci viaggiare tra tre linee temporali: Noa, una figura misteriosa del 1600, Clio, ambientata nel presente, e Aaron, che si aggira nel 1999. L’obiettivo è costruire le connessioni tra questi personaggi, piuttosto che lanciare subito il giocatore in scontri di combattimento. Questo approccio narrativo riecheggia le strutture di “Assassin’s Creed” dove la chiave è spesso scoprire legami tra passato e presente.


Amsterdam 1666: una città d’epoca resa con fedeltà
Le strade strette, gli edifici a graticcio e il forte senso di atmosfera gotica trasportano subito il giocatore nel cuore della capitale olandese del XVII secolo. Abiti d’epoca, architetture reali e dettagli come il lucido rivestimento dei canali conferiscono al mondo un’autenticità che ricorda le prime esperienze nella Firenze rinascimentale di “Assassin’s Creed”.



Gameplay felino: la sezione “cat‑kour”
Tra i tre protagonisti, spicca la possibilità di controllare Aaron nella forma di un gatto. Qui la meccanica si trasforma in un vero e proprio parkour felino: sprint, camminata lenta e, soprattutto, salti acrobatici per attraversare ambienti stretti. Le sequenze ricordano il titolo “Stray”, ma con un’atmosfera più cupa e inquietante.



Aspetti tecnici e considerazioni finali
Il prologo si chiude proprio quando la relazione tra Noa e Aaron sembra prendere forma, lasciando un finale aperto e più domande che risposte. Alcuni cali di framerate e bordi non ancora levigati sono evidenti, ma nonostante ciò l’esperienza resta fluida sopra i 30 FPS su un PC medio.
In sintesi, il 1666 Amsterdam Prologue punta più sulla costruzione di un “mystery” ambientale che su dimostrazioni di combattimento o abilità magiche. La combinazione di ambientazione storica, trama a più tempi e il peculiare gameplay felino promette un titolo degno di attenzione, soprattutto per i fan della “Ezio Trilogy”.




