In 007 First Light il destino di 009 si chiude in maniera irrevocabile: il ribelle 00‑009 muore nel suo nascondiglio a bordo della nave di Aleph.
Attenzione: spoiler
Il seguente contenuto contiene informazioni chiave sulla trama di 007 First Light.
Il tragico epilogo di 009
Dopo aver vinto l’asta ad Aleph, James Bond e l’agente John Greenway raggiungono la nave dove 009 si nasconde. Bond disinnesca le trappole e accede alla cabina principale, solo per trovare il corpo senza vita dell’operativo.

Chi ha ucciso 009?
La scena rivela che la morte è opera delle Blonde Assassins, assoldate da Damien Webb per eliminare l’agente prima che potesse rivelare le prove compromettenti.
Il ruolo di 009 nella narrazione
Il vero nome di 009 è Rhys Beckett, un ex recluta del programma 00 che, a seguito del fallimento della missione “Nightfall”, è scomparso per più di dieci anni, diventando un clandestino segnalato dal database MI6 come agente ribelle.

Benché inizialmente presentato come antagonista, il suo ruolo si trasforma in quello di informatore. Prima di morire, 009 piazza una scatola contenente prove che possono essere aperte solo da Greenway, dimostrando che l’effettivo colpevole è il supercomputer THEIA, manipolato da Sir Nicholas Webb.

Le prove di 009
Consultando la scatola, Greenway scopre che 009 non è stato l’artefice delle cospirazioni, ma una vittima di una rete più ampia, guidata da Webb per coprire le falle di THEIA. Il contenuto include anche un diamante estratto dalla bocca di 009, simbolo della sua resa dei conti finale.

Conseguenze per i protagonisti
Dopo la scoperta, Greenway decide di abbandonare temporaneamente il programma 00, per poi tornare più tardi e salvare Bond durante la missione in Vietnam. Nel frattempo, Sir Nicholas Webb tenta di eliminare Bond al gala, rivelando le sue vere intenzioni malvagie.
In sintesi, 009 muore al termine della sua stessa nave a Aleph, ma il suo sacrificio svela prove fondamentali che smascherano il vero nemico dietro la crisi di THEIA.



