Millie Bobby Brown ha confermato la sua entusiasmo per GTA 6, rivelando al contempo un modo di giocare al celebre titolo Rockstar che sfida gli stereotipi di caos e violenza tipici della serie.
Il caro legame della giovane attrice con Grand Theft Auto
Durante l’intervista “Happy Sad Confused” con Joshua Horowitz, realizzata in vista dell’uscita di Enola Holmes 3, la protagonista di Stranger Things ha subito risposto alla domanda sul suo videogioco preferito con una sola parola: “GTA”.
L’attore ha poi aggiunto di essere una “passionate gamer”, pronta a supportare la nuova avventura di Rockstar, di cui GTA 6 è già diventata attesa da milioni di fan in tutto il mondo.
Una cittadina digitale: il gameplay pacifista di Millie
Alla domanda se fosse incline a scatenare il tipico “tour de force” di distruzione, Millie ha spiegato di preferire un approccio “da NPC rispettoso della legge”.
No no no, seguo le regole in GTA! Non infrango le norme. Mi fermo ai semafori rossi. Non investo nessuno. Andrò in strip club, ma non mi ubriaco.
Secondo le sue parole, il gameplay si riduce a rispettare i segnali, evitare scontri con la polizia e persino a non eccedere nei locali notturni, un comportamento che ha lasciato sorpresi sia l’intervistatore sia il marito Jake Bongiovi, il quale ha paragonato lo stile di gioco della moglie a “The Sims”.
Pur ammettendo che molti giocatori hanno sperimentato una modalità pacifista in qualche momento, Millie sostiene di aver mantenuto tale approccio in tutti i titoli della saga, dedicandosi a “fare il proprio lavoro” senza provocare “caos ovunque”.
Le attese per GTA 6 e le reazioni dei fan
Con le pre‑ordinazioni di GTA 6 già attive dalla scorsa settimana, la star ha ribadito la propria eccitazione per il prossimo capitolo della serie. Il pubblico spera di vedere il suo stile “NPC‑like” trasposto anche al nuovo titolo, auspicando video o streaming che mostrino Millie mentre attraversa le strade di Los Santos senza infrangere alcuna legge.
Nel frattempo, la curiosità si concentra su come Rockstar possa integrare o limitare le scelte di gameplay più “pacifiste” all’interno di un mondo open‑world concepito per il crimine e l’avventura.



